E’ il 1953 a segnarne la nascita: il 7 Maggio 1953 inizia la sua attività l’Associazione Fotografica Culturale priva di lucro Cinefotoclub di Brescia, con sede legale al n. 20 di Corso Zanardelli. Il primo Presidente è l’ing. Annibale Lori, il Vice pres.te il prof. Francesco Mandruzzato e il Segretario Mario Benetti.


E’ importante ricordare che nello stesso 1953 l’esordio internazionale avvenne all’Esposizione Fotografica Italiana tenutasi in Belgio. Il riscontro su giornali prestigiosi quali “L’informateur”, “Le Soir”, “La Libre Belgique” fu notevole: non vennero lesinati infatti gli elogi.

Dopo la nascita del Club nel 1953, l’attività proseguì poi nelle nazionali di fotografia artistica del 1954 e del 1957 in cui figurarono per la prima volta autori come De Biasi, Berengo Gardin, Giacomelli e Roiter e successivamente nel 1959 con il Festival del colore italo-franco-austriaco, organizzato in occasione del centenario della battaglia di San Martino e Solferino, alla presenza dei capi di Stato Giovanni Gronchi per l’Italia e Charles De Gaulle per la Francia). Vengono quindi i prestigiosi premi trofei internazionali come l’Ancora d’Oro, il Gran Premio d’Italia (conquistato davanti al Chicago e New York Slide Club) ed i riconoscimenti al Salone Internazionale di Barcellona e a quello di Buenos Aires. 

Il Trofeo Vittoria Alata viene organizzato dal Museo Cinefotoclub Brescia per cinque volte negli anni 1968/1974, insieme al 14° Congresso Nazionale Fiaf. Nel 1992 il Museo promosse ed organizzò il “Gran Prix Europe” per gli allora dodici Paesi CEE.   

Il Museo è segnalato sulle più importanti guide di antiquariato fotografico mondiale, in particolar modo dalla “Cameras” di Mc Keown (USA) e nei volumi sui Musei Lombardi editi dalla Regione Lombardia.         

                                                                                              
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Nel 2001 il Comune di Brescia ha adottato il piano di recupero “Progetto Carmine” finalizzato alla riqualificazione di questa parte del centro storico; tale progetto ha interessato anche l’attuale sede del Museo in contrada Carmine n.2; si tratta di un antico edificio, di cui si hanno le prime notizie dal Catasto Napoleonico dell’800, anche se la struttura è molto più antica, avendo la Soprintendenza ritrovato un pavimento in cotto del 1400.


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