In esposizione dal 9 Maggio al 7 Giugno 2026 | inaugurazione: sabato 9 Maggio 2026 hh 17.00

Terremoto del Friuli 06/05/1976
Terremoto del Friuli 06/05/1976
Giovedì 6 maggio 1976, ore 20, 59 minuti, 55 secondi.
Il pappagallo che viveva con noi in famiglia inizia improvvisamente a urlare terrorizzato, svolazzando verso la porta d’ingresso. Lo seguo per capire cosa gli sia preso e appena arrivato all’esterno sento la terra tremare. Ore 21, 00 minuti, 12 secondi.
Era il terremoto del Friuli del maggio 1976, e io sono stato avvisato con circa venti secondi di anticipo dalla sensibilità di un pappagallino colorato non più grande della mia mano.
Venerdì 7 maggio mio fratello Ken Damy mi chiede di accompagnarlo lì per un reportage fotografico.
La mattina di sabato 8 maggio, dopo circa 33 ore dalla prima scossa, siamo in partenza.
Arrivati sul luogo della tragedia vivo un momento di estraneità. Non mi sembrava possibile: un paese interamente crollato, la chiesa implosa, il campanile dimezzato, qualche angolo di casa rimasto intatto, un silenzio impressionante, sembrava un paese fantasma.
Forse il silenzio era nella mia testa perché dopo poco ho cominciato a udire voci umane, macchine da lavoro all’opera, trattori in movimento.
Superato lo shock iniziale mi sono ricordato che dovevo fotografare, dare testimonianza dei paesi che avremmo attraversato: Buia, Osoppo, Gemona, Maiano, Artegna, Montenars.
Ho vissuto emozioni forti, le immagini che ho osservato mi sono rimaste impresse nella mente fino ad oggi: la sala cinematografica di Buia che la sera del terremoto stava proiettando il film La Città verrà distrutta all’alba, un’ironia del destino talmente amara da sembrare irreale, la palazzina costruita da pochi anni collassata come un castello di carte, mentre le vecchie case accanto erano almeno parzialmente in piedi, l’unica parete integra di una casa interamente crollata con una fotografia di famiglia miracolosamente ancora appesa ad un chiodo, la casetta di legno per uccellini che ospitava una colomba bianca.
Rientrati a Brescia, con la devastazione negli occhi e un dolore nel petto, abbiamo sviluppato i rulli b/n e stampato i fotogrammi più significativi. A 50 anni da quella tragedia esponiamo per la prima volta queste fotografie vintage, il risultato di quel reportage.
Roberto Damiani
ORARI DI APERTURA: MART-MERC-GIOV 9-12 / SAB-DOM 16-19
INGRESSO LIBERO
Contrada del Carmine, 2F Brescia