Museo Nazionale della Fotografia - Brescia

piavoli

Sabato 19 febbraio 2022 ore 17

PRESENTAZIONE DEL LIBRO:
"Madre Terra Senegal" | Testi di Martina Stipi | Foto di Mario Piavoli | Composizione a cura di Bunker | Pubblicato da Associazione TorTor
 
Martina Stipi, Desenzano 1972. Esperta di diritto dell’immigrazione e tematiche interculturali, scrive racconti e fiabe per adulti e bambini. E’ attiva come organizzatrice di eventi tra l’Italia e il Senegal.
Mario Piavoli, Desenzano 1970. Con la sua produzione zefirofilm realizza documentari d’arte, sul territorio, reportage di eventi e progetti fotografici.
Evento in presenza ed in diretta Facebook.

 presso la sala mostre e conferenze in C.da Carmine,2F Brescia

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astrattismo

Sabato 26 marzo 2022 ore 17:00
PER I POMERIGGI CULTURALI AL MUSEO

Pomeriggio culturale
Astrattismo tra pittura e fotografia a cura di Luisa Bondoni
incontro propedeutico al concorso interno del 5 novembre a tema "Astrattismo (b/n e colore).

BETTONI

Sabato 30 aprile 2022 ore 17

INCONTRO CON L'AUTORE: Giacomo Bettoni

presenta le proiezioni: Arunachal Pradesh Pasighat market Buschmen e Himba Chibe national Park Botswana

MONTAGNOLI

 

MONTAGNOLI

 

Sabato 16 Aprile 2022 ore 17

ore 16- Apertura Museo
ore 16,30 - Proiezione “Islanda” di Angelo Montagnoli
ore 17 - rinfresco e auguri

 

 

presso la sala mostre e conferenze in C.da Carmine,2F Brescia

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rojas

Sabato 21 maggio 2022 ore 17

 

INCONTRO CON L'AUTORE:
Cinzia N. Rojas


Il mio interesse verso la fotografia mi ha portato ad approfondire varie tecniche spesso con un approccio sperimentale. Nel nostro incontro presenterò inizialmente immagini dei primi lavori di ricerca sulla natura e l'identità del medium fotografico, in cui tanto l'analogico quanto il digitale sono portati agli estremi.
Il risultato sono stati piccoli oggetti tridimensionali fatti di gelatina fotosensibile da una parte, e dall'altra, grandi matrici numeriche in cui il nostro occhio riesce a cogliere una parte del referente originario dell'immagine.
Mostrerò lavori realizzati su diversi supporti e in diversi modi, con filtri analogici, in digitale, con tecniche off-camera. Riguardo a queste ultime, mostrerò alcuni chimigrammi.
Anche nelle opere più recenti è presente l'intento di portare la fotografia oltre i propri limiti: negli ultimi anni lavoro con una immagine fotografica che si trasforma nel tempo.
Si dice che la fotografia congeli l'attimo, lo renda eterno: stampando su ghiaccio, io ho cercato di fare il contrario, di lavorare con una immagine fotografica che nasce, prende forma e si consuma, lasciando allo spettatore che assiste dal vivo al procedimento, il ricordo di una immagine viva, vicina nella sua essenza alla natura vitale e caduca che appartiene a noi umani.
Insieme all'opera 'Si sciolgono i ghiacciai', 'Narciso' è il primo lavoro appartenente a questa ricerca.
L'opera ha inizio con la stampa fotografica manuale di un autoritratto, in cui il supporto utilizzato è il ghiaccio e non la carta.
In questo caso estremo, l'acqua è la conditio sine qua non per la nascita dell'immagine, ma è contemporaneamente l'elemento che la porterà verso la dissoluzione.
Come nel mito di Narciso, anche qui l'acqua svela l'immagine ma al contempo ne causa la fine.
Eccezionalmente l’immagine fotografica non è più statica, ma prende vita e si trasforma liberamente e nel tempo, ed è viva per se stessa e non in funzione del referente.
Gli scatti finali che presento documentano le diverse fasi di vita dell'opera divenendo opera essi stessi.
In 'Racconti Brevi', successivo a 'Narciso', ogni racconto è formato da istantanee che documentano l’evoluzione di una stampa manuale su ghiaccio a partire da foto di antiche statue di donne romane. Le statue sono impassibili, statiche, non cambiano nel tempo proprio come le foto, hanno una durata millenaria che potremmo considerare quasi eterna rispetto a quella umana. La stampa su ghiaccio, al contrario, è viva, e a differenza delle sculture, si trasforma nel tempo. Con lo sciogliersi del ghiaccio la stampa si dissolve, rendendo effimera un'immagine che consideravamo duratura.